Una grande manifestazione contro la violenza sessuale con la partecipazione del presidente della Camera Gianfranco Fini. La ha annunciata per l’8 marzo al teatro Brancaccio di via Merulana il sindaco Gianni Alemanno. «Quello che serve è una grande operazione culturale – afferma il primo cittadino della capitale -. Sono rimasto sconvolto quando ho letto che i due romeni accusati dello stupro della Caffarella hanno detto di averlo fatto per dispetto. Questo dimostra che in certi paesi c’è un grande degrado culturale e un problema di sopraffazione sulle donne che sono utilizzate come strumento per fare un dispetto alla società italiana». Per questo, conclude Alemanno, «ci deve essere una grande mobilitazione da parte della città: la manifestazione è aperta a tutti, anche all’opposizione».E, a proposito di stupri, il ministro Giorgia Meloni plaude al decreto appena approvato in parlamento. «Ritengo particolarmente importante – spiega il ministro – la decisione di garantire il gratuito patrocinio a spese dello Stato a tutte le vittime di violenza. Si tratta di una mano tesa nei confronti di chi, oltre ad aver subito una terribile violazione della persona, rischia, se vuole ottenere giustizia, di trovarsi di fronte a un doloroso percorso giudiziario». «Parteciperò con convinzione alla manifestazione contro la violenza sessuale – ha aggiunto poi il ministro-. La scelta della data dell’8 marzo, festa delle donne, non ha colore politico, mi auguro che saranno molti i cittadini che vorranno partecipare.
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Viareggio – Tre neonati morti in 18 giorni all’ospedale Versilia: una macchia per una struttura considerata punta di eccellenza della sanità toscana e il primario del reparto di ostetricia, Giovanni Paolo Cima viene sospeso. La decisione, presa dall’assessore regionale alla salute, Enrico Rossi, è scattata a seguito del terzo decesso, avvenuto ieri mattina dopo un parto cesareo. La madre, 26 anni, sana e alla prima gravidanza, era alla 36/ma settimana di gestazione: il parto è cominciato in maniera naturale, poi sono sopraggiunte complicazioni, il distacco della placenta e la necessità del cesareo. Il bambino è nato in sofferenza, è stato rianimato, ha superato la crisi ma dopo due ore dal ricovero nell’unità di terapia neonatale è morto.
E’ l’ottobre nero del reparto di ostetricia e arriva dopo due anni di parti senza problemi che avevano alimentato la fama di una struttura altamente professionale che in cinque anni è passata da 950 a 1600 parti. “Tragica concatenazione di eventi”, dicono all’ ospedale. “Tragica sequenza”, aggiungono.
I precedenti intorno alla metà di ottobre. Il 14, con cesareo, viene estratto un bimbo già morto, il decesso potrebbe essere avvenuto per il distacco della placenta durante il travaglio indotto. Il 17, con parto naturale, nasce un bambino già morto: inutile il tentativo di rianimarlo per 12 minuti. Scatta l’indagine interna, i bimbi vengono sottoposti ad autopsia (sarà compiuta anche sul terzo bambino), ma dopo il terzo caso l’assessore Rossi alza la sorveglianza e questa mattina invia all’ospedale gli esperti del Centro gestione del rischio clinico: il dottor Riccardo Tartaglia e il professor Mauro Marchionni.
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Altro che abbondanza, ora Gian Piero Gasperini in vista del Napoli domani al Ferraris si trova a fare la conta. Dopo Gasbarroni alle prese con un problema agli adduttori, dopo la squalifica di Olivera, dopo la ricaduta di Paro che la prossima settimana sarà visitato per capire se è necessario un nuovo intervento al ginocchio, ecco le incertezze sul regista della difesa, Matteo Ferrari, e su quello di centrocampo, Omar Milanetto. Entrambi anche ieri si sono allenati a parte e solo oggi alla rifinitura verranno sciolti i dubbi. Nel caso non recuperassero, per la difesa dovrebbe riproporsi per due terzi lo schieramento di Coppa con Sokratis, Biava e il ritorno di Criscito a sinistra mentre a centrocampo toccherebbe alla coppia centrale Vanden Borre, Juric. ‘Col Napoli sarà un match difficile – ha commentato Gasperini – ma sono sicuro che uscirà una bella partita’. L’incontro sarà diretto da Paolo Dondarini di Finale Emilia. Intanto da Como è arrivata la notizia della condanna di Enrico Preziosi a 23 mesi (pena sospesa) per bancarotta fraudolenta. I fatti sono quelli del fallimento del Calcio Como e la condanna è arrivata dopo la decisione dei legali di Preziosi, all’epoca dei fatti presidente dei lariani, di patteggiare.
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