Libero come i suoi due colleghi, la filippina Mary Jean Lacaba e lo svizzero Andreas Notter, rilasciati dai miliziani di Abu Sayyaf ben prima di lui, il 2 e il 18 aprile scorsi.
E preoccupava il possibile peggioramento delle sue condizioni di salute, dovuto alla scarsità di cibo e medicine, oltre che ai continui spostamenti.
Se sia stato necessario pagare un riscatto (la Croce Rossa dice di no), o se la morsa dell’esercito filippino alla fine abbia costretto i suoi sequestratori al rilascio.Secondo il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, non è stato effettuato alcun blitz, eventualità che avrebbe potuto mettere a repentaglio la vita dell’ostaggio: «Tutto si è risolto nel migliore dei modi, senza mettere a rischio l’incolumità fisica del nostro connazionale, che ora tornerà a casa».
Frattini ha spiegato inoltre che nei confronti dei sequestratori «è prevalso un messaggio» che li ha fatti sentire «isolati».Una «gioia enorme» è quella che hanno provato i colleghi di Vagni: «Sono molto emozionato, tutta la Croce Rossa esulta, ci prepariamo a una grande festa», ha commentato il commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca.
Fonte:
http://www.avvenire.it/Mondo/vagni_200907111751494070000.htm