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Camorra, la polizia al governo: basta demagogia, militari inutili
Novembre 3, 2008, 8:54 pm
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camorra,polizia,governo,basta,demagogia,militari,inutiliDue agenti di fronte allo Zanzi Club a SecondiglianoLa camorra adesso spara ai ragazzini. Era mezzanotte, sabato, a Secondigliano quando cinque adolescenti – due di 16 anni, uno di 12, uno di 14 e uno di 13 anni – sono stati colpiti da decine di colpi di arma da fuoco che li hanno feriti alle gambe, ai piedi, alle braccia. Erano davanti ad un circolo ricreativo in via Abate Desiderio quando quattro persone a bordo di due motociclette, coperte da caschi integrali, hanno aperto il fuoco.Si tratta probabilmente di un avvertimento nei confronti dello stesso circolo, che già in passato era stato sequestrato dalle forze dell’ordine, visto che tre dei minori sono nipoti del gestore dello Zanzi Club. I ragazzi sono tutti incensurati ma al commissariato di Secondigliano li chiamano «figli d’arte», perché provengono tutti da famiglie già note alla polizia.Ed è proprio la polizia ora a parlare chiaro con il governo. «Il ferimento dei 5 minorenni a Secondigliano – dice il segretario generale del sindacato di polizia Silp Tommaso Delli Paoli – pone drammaticamente il problema irrisolto della sicurezza e del controllo del territorio. Vogliamo sperare che sull’onda emotiva il Governo non si inventi- dicono il “militare di guardia ai circoli ricreativi” facendo seguito ad una pazzia collettiva che sembra voler accreditare un accresciuta sicurezza con l’intervento dei militari. Il controllo nel quartiere – ha aggiunto il sindacalista – lo possono effettuare solo il commissariato di polizia o la stazione dei Carabinieri, gli uni e gli altri invece, sono disastrati dai tagli di risorse e senza uomini e mezzi necessari, con l’impossibilità molto spesso di mettere in strada anche una sola volante.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80527



Così la Nuova Alitalia volerà “senza piloti” Notaro: andremo a lavorare per altre compagnie
Novembre 3, 2008, 7:03 am
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Ad un certo punto la trattativa per salvare il trasporto aereo in Italia, 18mila posti di lavoro, le professionalità e bla bla bla si è arenata su un punto fondamentale: «E i posti auto?». E sì, parcheggiare all’aeroporto non è facile. E il personale di volo, non più dotato della navetta che li recuperava a casa, dove diavolo posteggiava la propria auto? Un bel problema davvero. L’Alitalia continua a perdere due milioni di euro al giorno di quattrini dei cittadini (che se hanno un macchina se la ficcano in tasca) e piloti e hostess subordinano la trattativa al posto auto (e ovviamente al suo costo). Certo è stato solo uno degli aspetti del lungo tira e molla tra sindacati e la Cai di Colaninno, ma dà l’idea del genere di obiezioni con cui i sindacati autonomi hanno portato avanti le proprie posizioni. Altro che interessi generali, altro che maternità, il problema è il posto auto. Questa incapacità di capire a che punto fosse arrivata la situazione, ha portato le cinque sigle sindacali autonome a non firmare.
Una strategia di pazzi, anche dal punto di vista sindacale. Ora i loro rappresentati sono nell’angolo. Talmente nell’angolo che saranno costretti a firmare dopo le assemblee di lunedì i contratti già stipulati dalle sigle confederali.
Altrimenti la strada è tracciata. Vediamo subito alcuni numeri che riguardano i piloti (discorso analogo vale per il restante personale di volo).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302968



Schierati Solo 114 giornali stanno con i repubblicani
Novembre 2, 2008, 11:51 pm
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Tre neonati morti in ospedale: sospeso il primario di ostetricia
Novembre 2, 2008, 6:53 pm
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Viareggio – Tre neonati morti in 18 giorni all’ospedale Versilia: una macchia per una struttura considerata punta di eccellenza della sanità toscana e il primario del reparto di ostetricia, Giovanni Paolo Cima viene sospeso. La decisione, presa dall’assessore regionale alla salute, Enrico Rossi, è scattata a seguito del terzo decesso, avvenuto ieri mattina dopo un parto cesareo. La madre, 26 anni, sana e alla prima gravidanza, era alla 36/ma settimana di gestazione: il parto è cominciato in maniera naturale, poi sono sopraggiunte complicazioni, il distacco della placenta e la necessità del cesareo. Il bambino è nato in sofferenza, è stato rianimato, ha superato la crisi ma dopo due ore dal ricovero nell’unità di terapia neonatale è morto.

E’ l’ottobre nero del reparto di ostetricia e arriva dopo due anni di parti senza problemi che avevano alimentato la fama di una struttura altamente professionale che in cinque anni è passata da 950 a 1600 parti. “Tragica concatenazione di eventi”, dicono all’ ospedale. “Tragica sequenza”, aggiungono.

I precedenti intorno alla metà di ottobre. Il 14, con cesareo, viene estratto un bimbo già morto, il decesso potrebbe essere avvenuto per il distacco della placenta durante il travaglio indotto. Il 17, con parto naturale, nasce un bambino già morto: inutile il tentativo di rianimarlo per 12 minuti. Scatta l’indagine interna, i bimbi vengono sottoposti ad autopsia (sarà compiuta anche sul terzo bambino), ma dopo il terzo caso l’assessore Rossi alza la sorveglianza e questa mattina invia all’ospedale gli esperti del Centro gestione del rischio clinico: il dottor Riccardo Tartaglia e il professor Mauro Marchionni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302957