Fra i primi 100 incassi della stagione 200708 ben 25 film sono italiani. Lo rileva Ciak, il mensile di cinema in edicola questa settimana. Dall’analisi del box office si conferma l’interesse per il filone giovanilistico-sentimentale. Bene anche per Christian De Sica e Leonardo Pieraccioni, in calo Carlo Verdone, exploit di Gomorra che ha sfiorato i dieci milioni di euro.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279895
Quartieri difficili da pattugliare a piedi e di notte e obiettivi a rischio terrorismo. Ecco la destinazione dei 424 soldati, dispiegati già da lunedì sulle strade milanesi. I primi arriveranno infatti tra domani e dopodomani mentre la settimana prossima verranno raggiunti dagli ultimi contingenti in modo di completare il dispiegamento sul territorio entro l’11 agosto. Lo hanno comunicato ieri il prefetto Gian Valerio Lombardi e il vicesindaco Riccardo De Corato. Ottanta militari saranno assegnati al presidio del Cpt di via Corelli, 170 al pattugliamento delle zone più a rischio della città, come Baggio, Centrale e via Padova, e i restanti 174 vigileranno su sinagoghe, consolati e chiese, prima tra tutti il Duomo. Le pattuglie a piedi saranno miste, due militari e un poliziotto o carabiniere, mentre i posti di vigilanza fissi, saranno presidiati solo dai soldati.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279923
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È salito a sei il bilancio delle vittime della bomba scoppiata venredì sera nei pressi della spiaggia di Gaza contro militanti di Hamas. Un altro militante del movimento, Hassan el Helu, è morto nella notte all’ospedale Shifa di Gaza per le ferite riportate. La polizia ha fermato diverse persone per l’attentato.L’esplosione aveva ucciso sul colpo quattro militanti delle brigate Ezzedine al Qassam e una bambina e aveva ferito una quindicina di persone. Quello di ieri sera nei pressi della spiaggia è stato il terzo attentato dinamitardo nel giro di 24 ore a Gaza contro esponenti di Hamas. Il movimento dà la responsabilità a fazioni palestinesi in combutta con gli isrealiani. I dirigenti del movimento integralista palestinese Hamas hanno accusato al Fatah per l’attentato e le sue forze di sicurezza hanno arrestato 120 militanti del movimento del presidente dell’Anp Abu Mazen. Lo riferiscono testimoni. «Questo atto criminale prova che l’appello al dialogo lanciato da Ramallah (il quartier generale di Abu Mazen, ndr) costituisce una menzogna per gettare fumo negli occhi e dissimulare un complotto mirante a uccidere e terrorizzare le nostre forze di sicurezza», si legge in un comunicato di Hamas. «Abbiamo informazioni che alcuni elementi stanno progettando di compiere attentati contro gli interessi e i leader di Hamas per seminare anarchia», ha aggiunto Khalil al Hayya, uno dei leader di Hamas. Al Fatah ha invece smentito qualsiasi coinvolgimento affermando che l’attentato è da attribuirsi alle faide interne ad Hamas.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77464
Il ministro Brunetta (che, per chi non lo sapesse, è professore), pensa di strigliare gli statali con lo stesso inutile piglio con cui al mattino striglia i suoi capelli ribelli. Il motivo c’è e lo ha fatto capire benissimo Cicchitto a Omnibus: siccome i lavoratori pubblici hanno votato in maggioranza per l’opposizione, vanno puniti. Anche se, a ben guardare, le minacce di Brunetta sono solo fuffa, visto che le misure proposte sono tutte già esistenti e per applicarle ci vorrebbero fondi che non ci sono. È sempre la solita tattica dei berluscones e dei loro alleati: gettare nel Girmi della comunicazione qualsiasi cosa serva a confondere le tracce di quello che stanno facendo o magari non facendo. Così, col pretesto dell’efficienza si colpiscono gli statali, ma poi si lascia la macchina dello Stato senza le risorse necessarie per funzionare e infeudata agli amici degli amici (pardon: alle amiche degli amici). E mentre si tagliano i fondi alle forze dell’ordine e alla scuola, mettono ai vertici dello Stato delle signorine scartate pure all’esame di veline.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77280
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Il professor Renato Brunetta è senza dubbio tra i ministri più attivi, fantasiosi, severi. Burbero, alla vecchia maniera. Non pretendiamo visite fiscali: si intuisce la sua laboriosità, che muove la nostra simpatia. Anche perchè non si può negare che qualche ragione ce l’abbia e al cittadino, quando diventa consumatore di servizi pubblici, qualche prova non manca, tanto di individui (lavoratori pubblici) poco raccomandabili, tanto di un sistema contaminato da burocrazie surreali. L’elenco degli esempi sarebbe fluviale. Ciascuno avrebbe la sua da raccontare: basterebbe la fotografia di un qualsiasi ufficio pubblico, la carta e la polvere, gli avvisi sgualciti, i computer che fanno da soprammobili, procedure che sarebbero comiche se non fossero vessatorie. L’aneddottica ha un’attrazione irresistibile. Ricordo una pratica definita al secondo piano di un ufficio pubblico che per essere completata avrebbe avuto bisogno di un timbro al terzo piano, impossibile perchè la posta interna a mezzogiorno aveva già fatto il suo giro ed era venerdì, si sarebbe dovuto attendere il lunedì successivo, feci presente che i trenta scalini avrei potuto saltarli d’un fiato e invece no, non era regolare e la pratica continuò a giacere in attesa del postino-funzionario. Ne potrei aggiungere altre. Potrei ad esempio raccontare che per un sussidio sanitario a un anziano invalido al cento per cento e come tale riconosciuto da apposita commissione occorre una prescrizione del medico di base per la visita geriatrica (assente il paziente, ovviamente, considerata la sua invalidità), il timbro del geriatra, il timbro della struttura competente dell’Asl, il bollettino di consegna dell’azienda fornitrice da vidimare presso la struttura competente delle Asl.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77295
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Partono i lavori per il G8 a La Maddalena. Prima la bonifica e risanamento dell’arsenale e contestualmente la realizzazione di un albergo di lusso e il media center per i giornalisti che seguiranno il G8 nel 2009. Sono i primi interventi, in un’area di 160mila metri quadri, che saranno realizzati nell’area militare de La Maddalena, dove nel luglio del prossimo anno si svolgerà il vertice dei “grandi”.A dare il via libera alle opere, cui seguiranno numerosi altri interventi di sistemazione, ristrutturazione e adeguamento delle aree che dalla marina sono passate all’amministrazione regionale, ci saranno oggi il presidente della Regione Renato Soru e il commissario staordinario per il G8 Guido Bertolaso. Prima di dare il via libera alla consegna delle opere ci sarà la presa di possesso, simbolica, sia dell’area che dell’arsenale. Una struttura che per oltre un secolo è stata patrimonio della marina militare italiana.Per l’apertura del primo cantiere, è prevista la posa della prima pietra e delle fondamenta delle palazzine che ospiteranno il centro stampa e il centro congressi, ma non è che il primo passo della rivoluzione che investirà e riguarderà l’isola. Nei prossimi giorni, infatti, saranno appaltati anche gli altri lavori che riguardano quattro grandi cantieri. Opere importanti, come hanno ribadito anche gli amministratori comunali e regionali che vedranno trasformarsi l’isola chiamata dai residenti “la Piccola Parigi”.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77130
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Nuovo rapimento in Somalia: cinque operatori umanitari somali, tra cui una donna, sono stati rapiti ieri nel paese africano. Gli operatori appartengono all’organizzazione italiana «Water for life»,come ha spiegato il responsabile dei programmi per il paese Elio Sommavilla, mentre «il quinto operatore umanitario rapito lavora per la Fao», ha precisato il responsabile.Ancora non sono chiare le circostanze del rapimento: non si conosce di preciso il luogo dove sono stati sequestrati gli operatori, se «a Mogadiscio oppure ad Afgoi, ad una quindicina di chilometri dalla capitale, considerato che i due operatori della Ong di Ferrara si stavano dirigendo in auto verso Mogadiscio» ha spiegato Sommavilla. Quello che è certo è che la situazione nel paese si fa sempre più critica per le associazioni umanitarie. Sono ancora prigionieri infatti i due cooperanti italiani rapiti il 21 maggio, Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, un cittadino britannico e un kenyota, oltre a tre operatori umanitari somali. Sabato scorso due esperti delle Nazioni Unite, uno svedese e un danese, sono stati vittime di un sequestro-lampo nel sud del Paese. Il pagamento di un riscatto ha fatto riconquistare loro la libertà dopo solo qualche ora. Nella Somalia sprofondata nel caos dopo la caduta del regime di Siad Barre, nel 1991, nell’ultimo anno la situazione è precipitata per i combattimenti tra le deposte Corti islamiche e gli eserciti somalo ed etiope.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76761
Quando il Lodo Schifani-bis, anzi il Lodo Alfano, anzi il Dolo Berlusconi sarà sulla Gazzetta Ufficiale, l’Italia sarà l’unica democrazia al mondo in cui quattro cittadini sono «più uguali degli altri» di fronte alla legge. Un privilegio che George Orwell, nella «Fattoria degli animali», riservava non a caso ai maiali. E che, nell’Italia del 2008, diventa appannaggio dei presidenti della Repubblica, del Senato (lo stesso Schifani), della Camera e soprattutto del Consiglio. I massimi rappresentanti delle istituzioni, che nelle altre democrazie devono dare il buon esempio e dunque mostrarsi più trasparenti degli altri, in Italia diventano immuni da qualunque processo penale durante tutto il mandato, qualunque reato commettano dopo averlo assunto o abbiano commesso prima di assumerlo. Compresi i reati comuni, ‘extrafunzionali’, cioè svincolati dalla carica e persino dall’attività politica. Anche strangolare la moglie, anche arrotare con l’auto un pedone sulle strisce, anche stuprare la colf o molestare una segretaria. O magari corrompere un testimone perché menta sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un colpevole. Che poi è proprio il caso nostro, anzi Suo. Come scrisse il grande Claudio Rinaldi sull”Espresso’ a proposito del primo Lodo, «un’autorizzazione a delinquere». La suprema porcata cancella, con legge ordinaria – votata in un paio di minuti dal collegio difensivo allargato del premier imputato, che ha nome ‘Consiglio dei ministri’ – l’articolo 3 della Costituzione repubblicana.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76676
È molta, certamente non del tutto casuale, la confusione che circonda la legittimità del parere del Csm sulla proposta di sospendere i processi per i reati puniti con meno di dieci anni di reclusione (una miriade, spesso gravissimi). Con una forzatura, che trae alimento da un miscuglio di malafede e ignoranza, si accusa il Csm di eccedere dalle sue competenze invadendo quella della Corte Costituzionale in quanto accusa la legge approvata al Senato di contrasto con la Costituzione. Poche parole sono sufficienti per inquadrare correttamente la questione ed impedire altre strumentalizzazioni.Oltre ad essere l’organo che sovraintende alla vita professionale dei magistrati, per garantire la piena autonomia della loro funzioni, il Csm può fare proposte al ministro della Giustizia su tutte le materie riguardanti l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.E aspetto importante, può dare pareri su disegni di legge concernenti l’ordinamento giudiziario. È del tutto ovvio, infatti, che l’organo di autogoverno della magistratura si occupi dei problemi che riguardano la categoria e la sua attività. Ora soltanto chi è del tutto fuori dalla realtà giudiziaria può asserire che una legge dalla quale derivi la sospensione dei processi sia estranea all’organizzazione degli uffici giudiziari ed alla gestione del servizio giustizia. I processi sospesi vanno individuati dai singoli uffici e rimessi a nuovo ruolo, previo ovviamente l’espletamento di tutta una serie di incombenze processuali assolutamente indispensabili (si pensi alle notifiche alle parti per comunicare loro che il processo non si farà) e certamente onerose, con sottrazione di energie e tempi al normale espletamento del servizio.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76651
Le 9.30 di un giorno qualunque in Central Park . Scene di piccola, ordinaria quotidianità. Su una panchina due amiche conversano del più e del meno. Impercettibilmente, ad un tratto, lo scenario intorno muta. Una delle due amiche, avverte qualcosa di irrimediabilmente diverso. Tutt´intorno la vita sembra essersi fermata, improvvisamente. Poi qualcuno, nell´immobilismo assoluto, inizia ad indietreggiare.L´altra amica ripete, in modo automatico l´ultima frase prima di togliersi la vita. Inizia così ‘E venne il giorno’ con la descrizione di uno scenario apocalittico in cui apparentemente, ma solo apparentemente, la logica della vita sembra denaturarsi, svuotarsi di significati. Tutto si compie, irrimediabilmente, senza un motivo. Il genere del film, nell´ineguagliabile stile di Shyamalan, è una perfetta metafora del nostro vivere occidentale ma soprattutto del vivere ‘made in USA’. Ben inscritto in un´America post 11 settembre, dove tutto ciò che catastroficamente accade, apparentemente senza motivo, produce paure e agiti collettivi orientati alla ricerca di una ’sola’, ‘possibile’ verità a tutti i costi, con tutti i mezzi possibili, con esclusione, come ben sappiamo, di ogni altra ‘possibile’ verità. ‘E venne il giorno’ come già con The Village, veicola un messaggio forte. Le paure collettive simbolicamente proiettate verso il ‘nemico’, necessitano della costruzione sociale del ‘pericoloso’, che ha una sua fisicità e una sua identità.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76777